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Parrocchia

Storia della Parrocchia

I Santi Patroni della Parrocchia di Locate Varesino sono il piccolo Quirico e sua madre Giulitta.
Si festeggiano il 16 giugno.
Le loro reliquie insigni vennero trasportate a Roma da papa Vigilio (537-555).

Storia
Vennero uccisi a Tarso, in Cilicia, sotto l'Imperatore Diocleziano.
Mentre Quirico, fanciulletto di tre anni, piangeva con inconsolabile dolore per la madre, che innanzi al Preside Alessandro era crudelissimamente fustigata, fu preso e ucciso con violenza contro i gradini del tribunale; Giulitta poi, dopo crudeli battiture e gravi tormenti, compi' il corso del suo martirio con la decapitazione.

Preghiera ai Santi Martiri
O gloriosi e santi martiri Quirico e Julitta che avete generosamente dimostrato una fede straordinaria e un amore intenso e sincero per Cristo fino al martirio che ha travolto la vostra giovane vita, infondete in noi una fiamma di profonda carita' verso la Chiesa, nella consapevolezza di essere veri figli di Dio e fratelli di Cristo.
Santa Giulitta, coraggiosa mamma che non hai esitato a morire per la tua fede limpida senza compromessi aiuta le nostre mamme ad essere forti guide dei loro figli.
San Quirico, fanciullo martire per Cristo all'alba gioiosa della tua vita, proteggi i nostri fanciulli dai pericoli morali e spirituali e degnati di arricchirli interiormente con l'impegno e l'esempio dei loro genitori.
Santi Quirico e Giulitta benedite le nostre famiglie!
Amen


La Chiesa che esisteva a Locate era dedicata a San Vittore come si legge gia' ricordato dal libro Liber sanctorum Mediolamensium scritto verso il 1260 da Gottofredo da Bussero vissuto dal 1220 alla fine del suo secolo: in plebe aplano ecclesia sancti virtoris loco locate (ed. Magistretti Monneret, Milano, 1917, col. 393). A quell'epoca nella Diocesi vi erano ben 54 chiese in onore del martire milanese San Vittore Mauro.
Nello stesso libro leggiamo ancora: Locate altare sancti quirici in ecclesia victoris; il che dimostra che nella chiesa dedicata a San Vittore vi era anche un altare in onore di San Quirico.
In seguito si invertirono le parti; la chiesa prese il titolo dei Santi Quirico e Giulitta, e a San Vittore venne assegnato un altare secondario.
Al tempo di Gottofredo nella diocesi milanese vi erano 36 tra chiese ed altari dedicati a Quirico e Giulitta. Oggi vi sono, oltre la nostra, altre nove parrocchie che si onorano di aver per patroni gli stessi santi; esse sono Camnago, Solaro, Dervio, Fenegro', Gudo Visconti, Pino, Robbiano, Ternate e Cavaria.
Determinare l'anno in cui la parrocchia di Locate si sia staccata da Appiano non e' possibile. Sappiamo che la Chiesa parrocchiale fu consacrata il 1° ottobre 1425 da Francesco Ladini, vescovo nominale di Laodicea, per delegazione dell'arcivescovo di Milano, Ippolito d'Este. La consacrazione avvenne il giorno di domenica, percio' il parroco Baj (1828-1844) chiese ed ottenne dall'autorita' ecclesiastica di festeggiare la ricorrenza anniversari, per maggiore comodita' dei fedeli, la prima domenica di ottobre.
La fondazione pero' della Parrocchia di Locate pare che risalga prima del 1500. con testamento rogato dal notaio Carcano Giovanni l'11 marzo 1483, il Sig. Caimi istituiva il beneficio dell'Annunciata per il mantenimento del Sacerdote. Lo stesso beneficio venne poi accresciuto il 22 febbraio 1513 dal Sig. castiglioni Bernardo, erede di donna Elisabetta Caimi.
Questo beneficio, dal governo italiano, venne soppresso nel secolo XIX, assieme ad altri legati, fra i quali il beneficio di San Rocco, fondato da Canadesi don Giovanni il 31 agosto 1529 ed il legato Panosetti, in onore dei Santi Quirico e Giulitta, istituito il 2 ottobre 1586 con atto del notaio Caimi Alessandro. Quest'ultimo legato, che consisteva in livelli su fondi posti in territorio di Veniano, e' una prova di quanto viva fosse la devozione ai Santi martiri, che sottentravano nel titolo parrocchiale all'antico patrono San Vittore.
Siccome il beneficio Panosetti, che serviva per il coauditore, era costituito da redditi livellari, gli ultimi padroni di quelle terre, servendosi del diritto che loro concedeva la legge italiana, le affrancarono versando nell'aprile 1898 al parroco don Passoni la somma di £ 9.612.
Il cambiamento del patrono si puo' pensare che sia avvenuto appunto in occasione della formale erezione della parrocchia. Allora i paesi venivano denominati anche dal titolo parrocchiale, quando c'era pericolo di confusione per omonimia. Ora in diocesi esisteva gia' la parrocchia di Locate San Vittore, che oggi viene contraddistinta dal nome della famiglia feudataria Locate Trivulzio (Triulzio).

Santi Quirico e Julitta

S. Quirico e' uno dei piu' giovani martiri della cristianita', preceduto dai SS. Innocenti, trucidati da Erode a Betlemme, Giulitta e' sua madre.
Durante la persecuzione di Diocleziano ad Iconio, citta' della Licaonia (l'attuale Turchia) si trovava Giulitta, donna ricchissima e d'alto lignaggio, la quale era rimasta vedova con un figlio in tenera eta' battezzato coi nome Quirico. Lasciata la sua citta' e i suoi averi, per sfuggire alla feroce persecuzione, scese con le sue ancelle verso la Seleucia. Ritenne pero' prudente proseguire per Tarso, nella Cilicia, dove fu raggiunta e fatta arrestare col suo bambino dal crudele governatore romano Alessandro con l'accusa di essere cristiana. Sottoposta a lunghi interrogatori al fine di farla abiurare, rifiutandosi di sacrificare agli dei, confesso' con fermezza: «Io sono cristiana». Intanto il governatore Alessandro, che aveva tolto il fanciullo alla madre, lo teneva, quale estremo strumento di persuasione sulle sue ginocchia. Ma, racconta la Leggenda aurea, il fanciullo vedendo battere sua madre comincio' a piangere e a gridare e, sentendola professarsi cristiana, con franchezza che ha del soprannaturale, fece altrettanto. Il governatore imbestialito, preso il bambino per un piede, lo scaglio' dall'alto dei suo seggio al suolo dinanzi alla madre, in modo che la piccola testa ando' a battere contro i gradini dei tribunale, sui quali ''schizzarono le tenere cervella''. La madre, pur impietrita dal dolore, resto' ferma nella fede ed anzi rese grazie a Dio perche' il figlio l'aveva preceduta nella gloria del Paradiso. Poi anch'essa, dopo strazianti torture, fu consegnata al boia per essere decapitata.
I loro corpi, raccolti da una fedele ancella, furono tenuti nascosti fino a quando il clima di pace e di sicurezza dell'era costantiniana permise che fossero esposti in luogo pubblico.
La data piu' probabile del loro martirio e' il 15 luglio del 304 (o 305), anche se la loro festa nella Chiesa occidentale e' prevalentemente celebrata il 16 giugno.
Il racconto della Passione dei piccolo Quirico e di sua madre Giulitta ebbe tanta fortuna da venire presto, non solo estesamente divulgata, ma arricchita di particolari fantastici, tanto da far dubitare della sua stessa storicita'. Non molti anni dopo la loro morte il vescovo di Iconio Teodoro, su richiesta dei vescovo Zosimo, avvalendosi di testimoni attendibili e documenti sicuri ricostrui' fedelmente la drammatica storia di Quirico e Giulitta. l'estensione dei loro culto nel mondo cristiano e' pero' una sicura garanzia dell'autenticita' storica dei loro martirio.

In Occidente il loro culto si diffuse nel Medioevo soprattutto in Italia, Francia e Spagna. Il vescovo francese d'Auxerre S. Amatore (o Amanzio) tornando da una visita ai Luoghi Santi trasporto' le reliquie da Antiochia a Marsiglia, dove furono deposte nell'Abbazia di S. Vittore. Amatore mori' nel 418, e da quest'epoca comincia, forse, la diffusione in Occidente dei culto dei due SS. Martiri. In Italia si contano una cinquantina di localita' che portano il nome di S. Quirico (o Chirico), ma ben piu' numerosi sono i luoghi di devozione (chiese parrocchiali e non, oratori, etc.). Il nome Quirico, precisano i linguisti, sarebbe la forma volgare di Ciriaco. Entrambi derivano da Kyrios (cioe' Signore, in greco) ed equivalgono al latino Dominicus.

Patronato: Bambini
Etimologia: Quirico (variante di Ciriaco)
Etimologia: Giulitta = appartenente alla 'gens Julia', illustre famiglia romana, dal latino
Emblema: Bambino su un cinghiale, Palma
E' presente nel Martirologio Romano. In Asia Minore, commemorazione dei santi Quirico e Giulitta, martiri.

Storia Della Chiesa

La Chiesa che esisteva a Locate era dedicata a San Vittore come si legge gia' ricordato dal libro Liber sanctorum Mediolamensium scritto verso il 1260 da Gottofredo da Bussero vissuto dal 1220 alla fine del suo secolo: in plebe aplano ecclesia sancti virtoris loco locate (ed. Magistretti Monneret, Milano, 1917, col. 393). A quell'epoca nella Diocesi vi erano ben 54 chiese in onore del martire milanese San Vittore Mauro.
Il cambiamento del patrono si puo' pensare che sia avvenuto appunto in occasione della formale erezione della parrocchia. Allora i paesi venivano denominati anche dal titolo parrocchiale, quando c'era pericolo di confusione per omonimia. Ora in diocesi esisteva gia' la parrocchia di Locate San Vittore, che oggi viene contraddistinta dal nome della famiglia feudataria Locate Trivulzio (Triulzio).
La prima chiesa parrocchiale risale dunque ai primi decenni del secolo XVI. Era piccola e bassa. E divenuta insufficiente per l'aumentare della popolazione, si senti' il bisogno di rifarla piu' ampia e piu' decorosa: cio' avvenne negli ultimi anni del secolo XVII e precisamente nel 1693.
Questa seconda chiesa forma ora il transetto dell'attuale Chiesa, mentre il presbiterio, tagliato fuori dal muro a cui si appoggiava l'organo, serve per intanto ad oratorio per i confratelli.
Ancora e' possibile rilevare la bella linea architettonica di quella chiesa: un largo arco trionfale separava il presbiterio dalla navata riservata ai fedeli. La navata a volta in vivo era orientata con l'altare verso levante. Il presbiterio con coro fu terminato nell'anno 1700, e due anni appresso, come appare dai documenti dell'archivio venne saldato il conto ai maestri costruttori Domenico Caminada e Pietro Domenico Madio.
Il coro fu costruito a spese della Scuola del SS.Sacramento, della quale era allora priore Giovanni Comerio, mentre reggeva la parrocchia don Carlo Vismara.
La facciata, in grazioso stile barocco, fu terminata in seguito e venne ritoccata e rinfrescata in diverse riprese durante quel secolo e il successivo.
Lungo i due lati della navata si aprivano 4 cappelle, rispettivamente due per lato: quelle a sinistra in onore della Beata Vergine del Rosario e della Madonna Addolorata; quelle a destra, di San Rocco e del Crocefisso. Sopra di quest'ultimo altare v'era un tela rappresentante Gesu' morente in croce, con la Maddalena prostrata, e ritte in piedi ai lati le figure di San Giovanni Evangelista e di San Giovanni da Capistrano, il santo frate francescano popolarmente noto come il predicatore della crociata contro il turco, che percorreva le file dell'esercito cristiano muovente alla liberazione della citta' di Belgrado con l'eroe cristiano Giovanni Uniate (6 agosto 1456).
Nell'attuale chiesa la cappella del Crocefisso non c'e' piu' ed e' sostituita da quella del Sacro Cuore di Gesu', giacche' sopra l'altare fu posta la statua donata da Mons. Carlo Castiglioni a ricordo della sua ordinazione sacerdotale (25 maggio 1907).

Non tutta l'opera di Filippo Comerio ci rimane nella ristrutturazione del 1913 ando' perduta la volta maggiore con le sue belle pitture raffiguranti il martirio dei santi Quirico e Giulitta e le figure dei profeti e dei dottori. Tutto quello rimasto lo si trova nel coro vecchio: nella cupoletta e' presente la Trasfigurazione di Gesu' sul monte Tabor, le figure dei quattro evangelisti nei pennacchi sottostanti e 6 spicchi monocromi con Allegorie. Sui piedritti quattro figure allegoriche degli attributi di Dio entro finte nicchie: Divina Giustizia, Divina Provvidenza, Divina Misericordia e Divina Sapienza.
Iniziano nel 1982 diversi lavori che porteranno al restauro del campanile e di tutta la chiesa parrocchiale, partendo dalla facciata. Mercoledi' 25 agosto venne smontata l'antiporta dell'entrata principale. Sotto la verniciatura a vista si e' trovata una verniciatura verde che assomiglia moltissimo ad un verde che doveva imitare le vere porte in bronzo.
Il 3 ottobre venne ?ingabbiato? il campanile.
Nell'aprile 1984 gli addobbi della Pasqua, solitamente posti direttamente sulla facciata, erano invece montati sui ponteggi.
Il 22 febbraio 1987 venne ultimato il coro.
Fino agli Anni '60 il Sacerdote celebrava la S. Messa in latino, sull'altare con le spalle rivolte ai fedeli e, al momento dell'omelia saliva sul pulpito per la predica. Esso era posto alla sinistra dell'altare (guardandolo dal di fronte); venne poi rimosso, e di esso non e' rimasta piu' nessuna traccia.
In seguito, con l'introduzione della Messa in italiano e del celebrante rivolto ai fedeli venne posto un provvisorio altare ligneo mentre se ne realizzava uno in marmo il quale arrivo' la mattina del venerdi' 29 maggio 1987, accolto dal suono delle campane.
L'altare e' un blocco di marmo ?rosso alicante? (come il pavimento del battistero e come la fascia dell'area del presbiterio) con due eleganti linee alla base ed attorno alla mensa di pregiato marmo ?nero Varenna?. Il peso e' di circa 30 quintali e da una base di 60 cm raggiunge, grazie ad aggraziate forme curvilinee alla mensa grande ben cm 220 x 110. Verra' consacrato dal Cardinale Carlo Maria Martini sabato 13 giugno in una messa serale, dalle 20.30, alla quale don Battista non pote' partecipare.

La chiesa di Locate 1912/1913 venne rimaneggiata, ampliata e modificata, cosi' che le pitture della volta e altri affreschi andarono perduti (anche perche' nessuno ebbe l'idea di, almeno, fotografarli), rimasero nell'antico presbiterio, isolato e trascurato, alcuni degli affreschi del Comerio. Quegli affreschi nel 1986 sono tornati alla loro antica bellezza e tutto il presbiterio venne rimesso a nuovo per la gioia dei locatesi.


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